Lampedusa: più di una semplice Isola

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Dove vivono le nostre fantasie
Vi è un’isola solitaria,
in un solitario azzurro mare.

La’ con i ricordi non si può atterrare.

Io/noi vi siamo stati,
noi e un pescatore.
Silenzioso,
come il mare era silenzioso in quel giorno.
Occhi azzurri,
come il mare era azzurro in quel giorno.
Quanto è facile amarla quell’invisibile isola,
non vi è nulla e sembra il Paradiso:
ma forse il Paradiso è permeato di quel nulla!?
Bianche nuvole leggere la sorvolano,
come silenziosi Angeli Bianchi,
s’inerpicano temerarie verso nord.
Ripide scogliere raccolgono i respiri delle onde
ed il nostro se ne vola
sospinto da magiche correnti.
Non vi è l’eternità su quell’invisibile isola,
solo attimi la vivono,
attimi che ti porterai nel cuore
nella tua d’eternità,
così lei sarà per sempre.

Cesare Righi

Per introdurvi in questo nuovo mondo, diverso ma allo stesso tempo unico, abbiamo scelto una poesia di Cesare Righi che ci sembra rappresenti Lampedusa nella sua naturale bellezza e nel fascino che essa può offrire.

La sua bellezza, la sua quiete, il suo calore, la gente allegra, il sole sempre alto, il mare cristallino, le sue scogliere alte e ripide, la sabbia bianca, il suo spirito… ti fanno innamorare ogni qualvolta essa si fa realtà visibile.
Se camminando per le strade del nostro paese dovessimo chiedere a qualcuno se conosce Lampedusa tutti (o almeno quasi) risponderebbero di si, forse qualcuno la conosce per il grande ruolo che ricopre riguardo al fenomeno dell’immigrazione, ma sicuramente troveremmo qualcuno che come noi ci è stato e può testimoniare il “mal di Lampedusa”.
Per noi questa non fu una semplice vacanza estiva, ma un insegnamento di vita e prima di raccontarvelo vorremmo solo consigliarvi di non farvi influenzare dai giudizi della gente!

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“La Strada” simbolo del nostro viaggio

Arrivammo a Lampedusa il 27 luglio dopo aver volato da Malpensa all’aeroporto di Lampedusa con la compagnia aerea Blu-Express.

Le sue spiaggie non tardarono a farsi vedere, infatti prima dell’atterraggio il pilota fece una manovra panoramica che ci permise di assaporare sin da subito la trasparenza e la bellezza del mare Lampedusano. L’atterraggio in piccole isole è sempre spettacolare quanto spaventoso date le dimensioni ridotte della pista di atterraggio. Come il mare anche il caldo non tardò a farsi sentire, perchè volente o nolente il clima è simile a quello africano, essendo più vicini al Continente Nero rispetto che all’Italia.

Ad aspettarci fuori dall’aeroporto c’era Giuseppe, un gentilissimo signore lampedusano che ci affittò la casa e uno scooter per le successive due settimane, trovato grazie ad una annuncio pubblicato su booking.

Dopo aver lasciato i bagagli iniziò subito il tour. Vicino a casa avevamo un campo da calcio, dove i bambini giocavano e alle sue spalle c’era un deposito di barche in legno rotte, sembravano buttate li, dimenticate, a primo impatto non dammo importanza a quel luogo e proseguimmo sulla strada con la frenesia di fare il primo bagno in quelle acque tanto cristalline.

Dal porto la prima spiaggia che si incontra percorrendo la strada principale è la spiaggia della Guitgia.

Spiaggia della Guitgia
Spiaggia della Guitgia

La prima impressione potete immaginarla voi, se la prima spiaggia, la spiaggia del porto, quella vicino alle cisterne per i rifornimenti dell’isola è così quanto ci stupirà resto? Questa domanda ci tormentò per qualche ora fino a quando non decidemmo di prendere il motorino e continuare su per quella strada, percorremmo tutti gli 11 km di lunghezza dell’isola e arrivammo infondo dove il mare è blu, alte scogliere da una parte e dall’altra. Salta subito all’occhio un imponente scoglio chiamato Scoglio a vela, che visto da quell’altezza sembra una piccola roccia di fiume.

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Scoglio a vela

E fu così che in un semplice pomeriggio girammo tutta l’isola, e le due settimane a seguire? Le due settimane furono di piena conoscenza e scoperta dell’isola.

Ogni giorno, anzi più volte al giorno, passavamo davanti a quel deposito di barche e man mano facevamo più attenzione ai particolari come il nome dei relitti era scritto in arabo, e così ci salì la curiosità di capire perché fossero lì, ferme, sporche e ormai rotte. Una sera passeggiando per Via Roma, dopo esserci goduti un buon piatto di pesce, ci fermarono i volontari di una nota associazione per bambini e non fecero altro che farci domande sull’isola, mostrarci foto scattate da loro, non chiedevano nulla se non un nostro parere su quello che avevamo visto e su quello che ancora ci aspettava, fu proprio parlando con loro che scoprimmo il significato di quelle barche in rovina, erano sotto sequestro, controllate da militari giorno e notte, perchè usate per attraversare il mediterraneo dai clandestini; molte di quelle barche avevano ancora i segni dei naufragi, altre ancora non erano più barche ma solo ammassi di legno.

Relitto
Relitto

Ma non è l’unica cosa presente nell’isola che ricorda queste tristi tragedie.

Una mattina, ci svegliammo abbastanza presto e dopo aver consumato la colazione, con cappuccio e aragostelle rigorosamente alla ricotta (ve le consigliamo, perchè sono la fine del mondo!), nel bar del porto, che era diventato di nostra fiducia, decidemmo di dirigerci verso la famosissima Isola dei Conigli. Attualemnte isola protetta da Lega Ambiente, non accessibile a tutte le ore ma bensì dalle 8.30 alle 19.30 ed inoltre non è possibile piantare ombrelloni sull’intera spiaggia in quanto, in alcuni punti, le tartarughe Caretta Caretta depositano le uova, in attesa che si dischiudano. Percorrendo il sentiero che porta dalla strada fino alla spiaggia è possibile notare dei piccoli alberelli, ognuno dei quali sta ad indicare le persone decedute durante i naufragi. Il sentiero è abbasanza tortuoso ma accessibile a tutti, e porta dritto verso un paradiso, fatto di mare azzurro e spiaggia bianca, e fidatevi, questo ripaga da tutte le fatiche.

Sentiero
Isola dei Conigli
Isola dei Conigli

Eh si, la fatica viene sempre ripagata. Maschera, boccaglio e via con un tuffo. Quei colori lasciano senza parole, quasi danno l’impressione di essere ai caraibi. Spesso grazie alla bassa marea è possibile raggiungere l’isolotto anche a piedi perchè si viene a formare una lingua di sabbia tra questo e la spiaggia, ma non è consenstito salire sull’isola perchè pericoloso e soprattutto perchè è riserva naturale. Non ci sono molte parole per descrivere una tale bellezza.

Prima di raggiungere l’Isola dei Conigli ci si può fermare alla Tabaccara dove si narra che un tempo i mercanti approdavano qui con le loro navi per fare una pausa fumando tabacco e l’odore giungeva fino in paese. E’ un punto strategico per poter vedere una buona parte di Lampedusa, dove le barche sembrano sospese sull’acqua, dove il silenzio predomina su tutto e il rumore dei grilli rimane un sottofondo.

Tabaccara
Tabaccara
Barche sospese sull'acqua
Barche sospese sull’acqua

Purtroppo 24 ore in una giornata non sono sufficienti per co’tanta bellezza.

Una mattina decidemmo di non dedicarci completamente al mare ma di esplorare anche l’altra parte dell’sola, così percorrendo le piccole viuzze fuori dal centro arrivammo al capo opposto, Capo Grecale, dove si pensa predomini la solitudine, dove fa da protagonista un faro in muratura bianca a strapiombo sul mare.

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Nel ritorno verso il nostro appartamento ci fermammo a vedere le altre calette tra cui Cala Creta, Punta Pisana con anche Cala Pisana, fino a costeggiare l’aereoporto e arrivare a Cala Francese, ma proseguendo ancora per qualche decina di metri arrivammo a Cala Sponze, nella zona denominata Cavallo Bianco, qui passammo parecchi dei nostri pomeriggi perchè è l’unico posto di tutta l’isola dove c’è una piccola spiaggia all’ombra e dove il mare sembra essere incontaminato.

Cala Maluk, caletta successiva, non balneabile perchè rocciosa, è un altro punto dove vengono ricordate le vittime dei naufragi. Qui è presente una costruzione chiamata Porta d’Europa, sta ad indicare il confine simbolico dell’Europa con l’Africa, in ricordo dei migliaia migranti che persero tragicamente la vita o che ancora oggi sono dispersi nelle acque del Meditteraneo. Questo è un modo per ricordare a noi spettatori passivi quanto quest’isola sia importante e soprattutto per insegnare alle generazioni future ad aiutare i più bisognosi e non essere indifferenti come spesso siamo.

Cala Cavallo Bianco
Cala Sponze
Porta d'Europa
Porta d’Europa

Lampedusa ha molto da offrire ai turisti, ma anche agli animali. E’ presente una clinica che si occupa di curare le tartarughe, è stata creata dall’associazione del WWF che fin dall’inizio appoggia la dottoressa Daniele Freggi in questa missione non affatto semplice. Le tartarughe che vi risiedono sono state portate da pescatori e marinai di gran parte delle regioni del sud Italia, qui le tartarughe vengono curate, accudite e riabilitate per poi ritornare libere nei mari.

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Percorrendo la strada che costeggia il versante belneabile, ci accorgemmo della presenza di una piccola chiesa insolita, Santuario della Madonna di Porto Salvo. Purtroppo non avemmo la possibilità di poterlo visitare al suo interno, ma da qui partono solitamente le processioni.

Santuario Madonna di Poto Salvo
Santuario Madonna di Poto Salvo

Imperdibile è il giro dell’isola in mare. Recandovi in porto avrete solo l’imbarazzo della scelta, dovrete solo decidere quale barca vi piace di più e presentarvi al mattino per passare tutta la giornata in mare.

Le tappe più belle, dove fare il bagno, ovviamente sono la Tabaccara e a Punta dell’acqua posti che a piedi non sono raggiunbili. Inoltre dal mare è possibile vedere la parte Nord dell’isola, zona non raggiungibile via terra. Purtroppo noi non abbiamo avuto l’occasione di vederla perchè, a causa del forte vento e del mare molto mosso, si è preferito non rischiare.

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Speriamo che con il racconto della nostra esperienza siamo per lo meno riusciti a rendere un minimo l’idea della magnificenza di quest’isola Siciliana, che nella sua unica semplicità rimarrà per molti indimenticabile.

Se andrete, se lo avete in programma o se ci siete già stati potrete confermare quanto detto.

Partite liberi da qualsiasi pregiudizio perchè è solo così che la vivrete a pieno.

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